Chi siamo

INCOSE Italia è il nome del Capitolo italiano dell' "International Council on Systems Engineering" (http://www.incose.org/).
L’attenzione al “systems engineering” è andata rapidamente crescendo in Italia negli ultimi anni, sia nel settore privato che in quello pubblico.
L’industria dell’aerospazio e della difesa, che ha una lunga tradizione in Italia, è particolarmente interessata al “systems engineering”. La crescente complessità dei sistemi, la rapida evoluzione delle tecnologie e le sfide della net-centricità e dei “sistemi di sistemi” richiedono un approccio olistico e metodologicamente strutturato.
Anche industrie ed aziende fornitrici di servizi in ambito civile sentono la necessità di un approccio sistematico al progetto architetturale ed allo sviluppo di sistemi futuri.
Il Capitolo italiano è stato molto attivo negli ultimi quattro anni, organizzando seminari e corsi introduttivi su numerosi temi: la gestione dei requisiti, il “systems architecting”, gli “architectural frameworks”, il SysML, la sicurezza dei sistemi ed altri.
Inoltre, abbiamo stabilito buone relazioni con istituzioni accademiche, che hanno permesso l’organizzazione di corsi sul “systems engineering” nell’ambito dei programmi di Master post-universitari.

mercoledì 31 dicembre 2008

Due interessanti documenti: l'ultima versione del "NASA Systems Engineering Handbook" ed il rapporto sul "systems engineering" nel programma GPS

Sono disponibili in rete due documenti molto interessanti ed alquanto recenti. Il primo è la versione 2007 del "NASA Systems Engineering Handbook" ed è scaricabile in formato pdf dalla sezione Archivio; il secondo è il "GPS Systems Engineering Case Study" pubblicato nel 2008 dall'"Air Force Center for Systems Engineering", scaricabile dal sito http://www.afit.edu/cse/cases.cfm?case=17&a=detail, ovvero disponibile nella sezione Archivio.

giovedì 25 dicembre 2008

sabato 20 dicembre 2008

Sistemi cognitivi artificiali: l'UE guarda verso il futuro (articolo segnalato da Sergio Vicari)

Il mondo dei sistemi cognitivi artificiali e dell'apprendimento meccanico avanza rapidamente e si sta trasformando in una delle maggiori sfide della ricerca internazionale. Si stanno sviluppando nuove tecniche in questo campo che trasformeranno molti aspetti della nostra vita privata e lavorativa. Il progetto Simbad ("Beyond features: Similarity-based pattern analysis and recognition"), sostenuto dall'UE con un finanziamento di 1,65 Mio EUR, sta valutando alcuni modi in cui questa ricerca potrebbe essere sfruttata.
Simbad mira a sviluppare fino in fondo la nuova tecnologia che sta emergendo nei campi del riconoscimento dei pattern e dell'apprendimento meccanico, e sta indagando l'uso di "informazioni similari" al posto dell'approccio standard "sulla base di caratteristiche comuni", ha detto il professor Marcello Pelillo dell'università Ca' Foscari Venezia (Italia).
La società sta sviluppando macchine sempre più complesse (come i robot) per adempiere a molti dei nostri bisogni giornalieri, ha detto. I sistemi cognitivi artificiali (ACS) stanno ormai diventando una priorità principale della ricerca internazionale e in concordanza con questa priorità la Commissione europea ha fatto di questo settore uno dei sette settori chiave della ricerca che l'Europa deve sviluppare affinché possa diventare uno dei leader nel campo delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC) di prossima generazione.
Una ricerca fruttuosa in questo campo porterà allo sviluppo di molti strumenti che avranno un forte impatto sociale e economico nell'UE, ha aggiunto. Il controllo dei veicoli, delle reti di comunicazione, della diagnostica medica e l'interazione uomo-macchina sono soltanto alcuni dei campi di applicazione che ne trarranno beneficio. Ci saranno anche molti vantaggi economici che daranno una spinta alla competitività europea.
"Stiamo dedicando molti sforzi al completamento di due applicazioni di imaging biomedico su larga scala. Contribuiamo alla fornitura di tecniche avanzate efficaci per assistere nella diagnosi del carcinoma delle cellule renali e nella diagnosi della maggior parte delle psicosi, come la schizofrenia e il disturbo bipolare," ha spiegato il professor Pelillo. "Questo tipo di problemi non sono soggetti ad essere affrontati attraverso l'uso delle tecniche tradizionali dell'apprendimento meccanico, a causa della difficoltà di derivare descrizioni adatte sulla base di caratteristiche comuni".
Un buon esito di queste applicazioni di ricerca dimostrerebbe che l'approccio Simbad è altamente qualificato per essere usato nella biomedicina, e questo sarebbe un buon punto di partenza per ulteriori ricerche da effettuare in quest'area, ha spiegato. Usare le tecniche di riconoscimento dei pattern in medicina e nei servizi sanitari comporterebbe grandi miglioramenti nel campo della salute pubblica in tutta l'UE e aprirebbe molte strade alla tecnologia dell'industria della salute.
"Un risultato positivo dei nostri esperimenti fornirebbe le prove riguardo all'applicabilità del nostro approccio nella biomedicina, promuovendo così la ricerca lungo la strada definita da Simbad, sia a livello metodologico che a livello pratico," ha osservato il professor Pelillo. "Questo offrirebbe potenzialmente nuove opportunità nella gestione della salute e delle malattie, e comporterebbe enormi miglioramenti alla qualità e all'efficienza dei nostri sistemi sanitari," ha fatto notare. "Il campo del riconoscimento dei pattern si occupa della scoperta automatica delle regolarità dei dati attraverso l'uso di algoritmi informatici, e attraverso l'uso di queste regolarità compiere azioni come la classificazione dei dati in diverse categorie, in vista di fornire sistemi artificiali capaci di migliorare la propria performance alla luce di nuovi stimoli esterni."
A Simbad partecipano sei partner di cinque paesi europei (Italia, Paesi Bassi, Portogallo, Svizzera e Regno Unito): un consorzio internazionale che riflette un campo di ricerca internazionale.
"Le competenze necessarie per raggiungere i nostri obiettivi non possono essere trovate a livello locale o nazionale. La dimensione europea del progetto garantisce una massa critica di ricercatori con esperienze e competenze complementari, stimolando in questo modo la possibilità di successo," ha detto il professor Pelillo. "Inoltre, l'impatto potenziale di questa ricerca va al di là del livello nazionale e l'UE beneficerà del fatto di presentarsi come partecipante attivo sulla scena mondiale dei sistemi cognitivi artificiali, che è ampiamente dominata dagli USA.
http://www.giornaletecnologico.it/hitech/200812/11/49353b0404132/

domenica 14 dicembre 2008

Last Breaking News: una email da Cecilia Haskins

"Dear friends and colleagues from INCOSE Italia
you will soon hear through official channels, but I wanted to be among the first to inform you that the board has approved your application to become a chapter of the INCOSE -- Welcome!
ciao, Cecilia"

martedì 9 dicembre 2008

Dal prof. Gaudenzi dell'università "La Sapienza" di Roma

Vorrei rispondere all'interessante contributo di Roberto Dell'Ariccia circa la sua esperienza di studente con il progetto Esmo e circa le esperienze di system engineering.Sono completamente d'accordo sulla necessità di introdurre elementi di System Engineering nei corsi curriculari di ingeneria spaziale.Infatti da quest'anno, con la riforma delle struttura di alcuni corsi, abbiamo cercato di fare i primi passi in questa direzione. Alcuni elementi di SE sono stati introdotti nel nuovo corso di Costruzoini spaziali da me tenuto alla Facoltà di Ingegneria. Il corso è di nuova istituzione. Navigando su internet e andando sul portale della Facoltà di Ingegneria si può facilmente raggiungere il sito del corso http://dma.ing.uniroma1.it/users/ls_sas/indexSPA.html dove gli studenti possono estrarre materiale didattico con molti contenuti di SE. Gli studenti del corso di costruzioni spaziali hanno svolto esercitazioni di system engineering nella facility presente presso il Dip. di Ingegneria Aerospaziale e Astronautica.In realtà lo sforzo della Sapienza in questa direzione si è sviluppato da anni nel corso di Master in Satelliti www.mastersatelliti.it.
Questi sforzi sono altri elementi, oltre alla partecipazione ad ESMO, senz'altro un passo di grande importanza per i nostri studenti, di uno sviluppo della cultura del SE nei nostri corsi.La Sapienza ha poi ospitato quest'anno ad ottobre il terzo workshop internazionale dell'esa sul system and concurrent engineering SECESA 08, convegno che ha avuto una notevole risonanza.In altri termini ci stiamo muovendo piuttosto decisamente in questa direzione per favorire le opportunità di crescita dei nostri studenti in questa importante dimensione culturale e tecnica della loro professione.

Paolo Gaudenzi
professore di costruzioni spaziali e direttore del master in satelliti della Sapienza

sabato 6 dicembre 2008

"Systems Engineering" all'Università La Sapienza

Salve a tutti,sono un ex-studente di Ingegneria delle Telecomunicazioni, ora impegnato nel settore Difesa (Selex Sistemi Integrati), che vorrebbe raccontare qualcosa della sua esperienza universitaria di Systems Enginnering (SE). Infatti ho avuto la fortuna di partecipare al progetto della missione spaziale ESMO (European Student Moon Orbiter), attualmente in Fase B, condotta dall''Agenzia Spaziale Europea che coinvolge studenti (bachelor, master e PhD) provenienti da tutta Europa e Canada (ogni università ha in carico uno o più sottosistemi). Io ho avuto l'ulteriore fortuna di essere selezionato come Ground Segment System Engineer nel team internazionale di System Engineering e di partecipare a 5 Workshops di una settimana ad ESTEC in Olanda e 1 Workshop di un giorno ad ESOC in Germania. Mi sono dedicato a questa attività per 2 anni, occupandomi di principalmente di System Requirements, Subsystem Requirements, System Design (anche con la Concurrent Design Facility), Interface Control Documents, il tutto naturalmente seguendo gli standard ECSS.Per uno studente approcciare i metodi del SE può essere ostico all'inizio, perchè si è abituati molto spesso a studiare a livello di sottosistema e non si ha una visione globale di come i sottosistemi si interfacciano e compongono un sistema complesso come un satellite o un sistema radar. Inoltre manca quasi del tutto l'approccio basato sui requisiti , la mentalità di analizzare un sistema complesso nel suo insieme e definire "cosa" deve fare (approccio basato su requisiti) prima di definire "come" deve essere fatto (approccio usuale universitario).L'esperienza che ho vissuto ha cambiato il mio modo di essere ingegnere, rendendomi capace di approcciare progetti in campi di ingegneria anche non affini al mio, e questo grazie alle metodologie di SE: in un certo senso mi sento privilegiato per tutto quello che ho potuto imparare da questa esperienza e sono contento che ora altri studenti stanno lavorando e imparando al posto mio. Penso che corsi di SE dovrebbero essere inseriti nei piani di studio delle lauree magistrali in Ingegneria, magari favorendo ancora di più lo scambio tra università e aziende, o avvalendosi del supporto di associazioni come INCOSE, perchè è evidente che queste metodologie devono far parte del bagaglio tecnico di un moderno ingegnere.Spero di continuare la mia crescita a livello di Systems Engineering non solo nel lavoro di tutti i giorni ma anche grazie alle possibilità offerte da INCOSE.
Saluti a tutti,
Roberto Dell'Ariccia

martedì 2 dicembre 2008

Programma INCOSE di certificazione professionale

Durante la riunione informale del capitolo italiano svoltasi il 6 novembre scorso in Telespazio, il nostro collega Claudio Pessa, commentando la presentazione del prof. Valerdi sul programma di certificazione professionale promosso da INCOSE, ci prospettò la possibilità di sostenerne gli esami di abilitazione anche in Italia.
Ricardo Valerdi ha chiesto informazioni e mi ha inviato la email che segue:

Marco,
I looked into your question about the possibilities for INCOSE Certification examination for Italian members of INCOSE and found out that indeed the exam can be taken in Italy (no need to fly to London) at any Prometric location.

See:
http://www.incose.org/educationcareers/certification/csepfaq.aspx#examination

According to the Prometric website, there are two test locations in Italy:

MILAN, ITALY Phone: 39 02 26265245 Site Code: 8169
VIA ANGELO VILLA 6 SESTO SAN GIOVANNI MILAN 20099

ROME, ITALY Phone: +390645476219 Site Code: 8128
Atrak S.r.l. Via Paolo Di Dono, 73 Rome 00142

Please pass this information along to the Italian INCOSE chapter or feel free to post it on the Chapter Blog.
I have copied Dave Walden, the certification PM in case you have any more questions.

-Ricardo
Ottime notizie dunque. Chiunque fosse interessato, può trovare maggiori informazioni sul sito internazionale di INCOSE.

Risultati del sondaggio sugli "architectural frameworks"

Con la cautela sempre d'obbligo quando si ha a che fare con risultati statistici basati su un campione molto ristretto (ma tuttavia qualificato), azzardiamo tuttavia qualche commento.

Sembrerebbe che meno di un quarto della comunità sistemistica utilizzi o abbia utilizzato gli "architectural framework" nell'ambito di progetti aziendali. La restante parte (tre quarti), pur conoscendone per lo più l'esistenza, non ha mai avuto occasione di utilizzarli.

Questo risultato certo non ci scandalizza, ma, associato a quello del precedente sondaggio sulla gestione dei requisiti, ci conferma sulla necessità di uno sforzo incisivo ed urgente per diffondere la cultura sistemistica nelle nostre aziende ed organizzazioni.

INCOSE Italia esiste proprio per questo!