Chi siamo

INCOSE Italia è il nome del Capitolo italiano dell' "International Council on Systems Engineering" (http://www.incose.org/).
L’attenzione al “systems engineering” è andata rapidamente crescendo in Italia negli ultimi anni, sia nel settore privato che in quello pubblico.
L’industria dell’aerospazio e della difesa, che ha una lunga tradizione in Italia, è particolarmente interessata al “systems engineering”. La crescente complessità dei sistemi, la rapida evoluzione delle tecnologie e le sfide della net-centricità e dei “sistemi di sistemi” richiedono un approccio olistico e metodologicamente strutturato.
Anche industrie ed aziende fornitrici di servizi in ambito civile sentono la necessità di un approccio sistematico al progetto architetturale ed allo sviluppo di sistemi futuri.
Il Capitolo italiano è stato molto attivo negli ultimi quattro anni, organizzando seminari e corsi introduttivi su numerosi temi: la gestione dei requisiti, il “systems architecting”, gli “architectural frameworks”, il SysML, la sicurezza dei sistemi ed altri.
Inoltre, abbiamo stabilito buone relazioni con istituzioni accademiche, che hanno permesso l’organizzazione di corsi sul “systems engineering” nell’ambito dei programmi di Master post-universitari.

mercoledì 31 dicembre 2008

Due interessanti documenti: l'ultima versione del "NASA Systems Engineering Handbook" ed il rapporto sul "systems engineering" nel programma GPS

Sono disponibili in rete due documenti molto interessanti ed alquanto recenti. Il primo è la versione 2007 del "NASA Systems Engineering Handbook" ed è scaricabile in formato pdf dalla sezione Archivio; il secondo è il "GPS Systems Engineering Case Study" pubblicato nel 2008 dall'"Air Force Center for Systems Engineering", scaricabile dal sito http://www.afit.edu/cse/cases.cfm?case=17&a=detail, ovvero disponibile nella sezione Archivio.

giovedì 25 dicembre 2008

sabato 20 dicembre 2008

Sistemi cognitivi artificiali: l'UE guarda verso il futuro (articolo segnalato da Sergio Vicari)

Il mondo dei sistemi cognitivi artificiali e dell'apprendimento meccanico avanza rapidamente e si sta trasformando in una delle maggiori sfide della ricerca internazionale. Si stanno sviluppando nuove tecniche in questo campo che trasformeranno molti aspetti della nostra vita privata e lavorativa. Il progetto Simbad ("Beyond features: Similarity-based pattern analysis and recognition"), sostenuto dall'UE con un finanziamento di 1,65 Mio EUR, sta valutando alcuni modi in cui questa ricerca potrebbe essere sfruttata.
Simbad mira a sviluppare fino in fondo la nuova tecnologia che sta emergendo nei campi del riconoscimento dei pattern e dell'apprendimento meccanico, e sta indagando l'uso di "informazioni similari" al posto dell'approccio standard "sulla base di caratteristiche comuni", ha detto il professor Marcello Pelillo dell'università Ca' Foscari Venezia (Italia).
La società sta sviluppando macchine sempre più complesse (come i robot) per adempiere a molti dei nostri bisogni giornalieri, ha detto. I sistemi cognitivi artificiali (ACS) stanno ormai diventando una priorità principale della ricerca internazionale e in concordanza con questa priorità la Commissione europea ha fatto di questo settore uno dei sette settori chiave della ricerca che l'Europa deve sviluppare affinché possa diventare uno dei leader nel campo delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC) di prossima generazione.
Una ricerca fruttuosa in questo campo porterà allo sviluppo di molti strumenti che avranno un forte impatto sociale e economico nell'UE, ha aggiunto. Il controllo dei veicoli, delle reti di comunicazione, della diagnostica medica e l'interazione uomo-macchina sono soltanto alcuni dei campi di applicazione che ne trarranno beneficio. Ci saranno anche molti vantaggi economici che daranno una spinta alla competitività europea.
"Stiamo dedicando molti sforzi al completamento di due applicazioni di imaging biomedico su larga scala. Contribuiamo alla fornitura di tecniche avanzate efficaci per assistere nella diagnosi del carcinoma delle cellule renali e nella diagnosi della maggior parte delle psicosi, come la schizofrenia e il disturbo bipolare," ha spiegato il professor Pelillo. "Questo tipo di problemi non sono soggetti ad essere affrontati attraverso l'uso delle tecniche tradizionali dell'apprendimento meccanico, a causa della difficoltà di derivare descrizioni adatte sulla base di caratteristiche comuni".
Un buon esito di queste applicazioni di ricerca dimostrerebbe che l'approccio Simbad è altamente qualificato per essere usato nella biomedicina, e questo sarebbe un buon punto di partenza per ulteriori ricerche da effettuare in quest'area, ha spiegato. Usare le tecniche di riconoscimento dei pattern in medicina e nei servizi sanitari comporterebbe grandi miglioramenti nel campo della salute pubblica in tutta l'UE e aprirebbe molte strade alla tecnologia dell'industria della salute.
"Un risultato positivo dei nostri esperimenti fornirebbe le prove riguardo all'applicabilità del nostro approccio nella biomedicina, promuovendo così la ricerca lungo la strada definita da Simbad, sia a livello metodologico che a livello pratico," ha osservato il professor Pelillo. "Questo offrirebbe potenzialmente nuove opportunità nella gestione della salute e delle malattie, e comporterebbe enormi miglioramenti alla qualità e all'efficienza dei nostri sistemi sanitari," ha fatto notare. "Il campo del riconoscimento dei pattern si occupa della scoperta automatica delle regolarità dei dati attraverso l'uso di algoritmi informatici, e attraverso l'uso di queste regolarità compiere azioni come la classificazione dei dati in diverse categorie, in vista di fornire sistemi artificiali capaci di migliorare la propria performance alla luce di nuovi stimoli esterni."
A Simbad partecipano sei partner di cinque paesi europei (Italia, Paesi Bassi, Portogallo, Svizzera e Regno Unito): un consorzio internazionale che riflette un campo di ricerca internazionale.
"Le competenze necessarie per raggiungere i nostri obiettivi non possono essere trovate a livello locale o nazionale. La dimensione europea del progetto garantisce una massa critica di ricercatori con esperienze e competenze complementari, stimolando in questo modo la possibilità di successo," ha detto il professor Pelillo. "Inoltre, l'impatto potenziale di questa ricerca va al di là del livello nazionale e l'UE beneficerà del fatto di presentarsi come partecipante attivo sulla scena mondiale dei sistemi cognitivi artificiali, che è ampiamente dominata dagli USA.
http://www.giornaletecnologico.it/hitech/200812/11/49353b0404132/

domenica 14 dicembre 2008

Last Breaking News: una email da Cecilia Haskins

"Dear friends and colleagues from INCOSE Italia
you will soon hear through official channels, but I wanted to be among the first to inform you that the board has approved your application to become a chapter of the INCOSE -- Welcome!
ciao, Cecilia"

martedì 9 dicembre 2008

Dal prof. Gaudenzi dell'università "La Sapienza" di Roma

Vorrei rispondere all'interessante contributo di Roberto Dell'Ariccia circa la sua esperienza di studente con il progetto Esmo e circa le esperienze di system engineering.Sono completamente d'accordo sulla necessità di introdurre elementi di System Engineering nei corsi curriculari di ingeneria spaziale.Infatti da quest'anno, con la riforma delle struttura di alcuni corsi, abbiamo cercato di fare i primi passi in questa direzione. Alcuni elementi di SE sono stati introdotti nel nuovo corso di Costruzoini spaziali da me tenuto alla Facoltà di Ingegneria. Il corso è di nuova istituzione. Navigando su internet e andando sul portale della Facoltà di Ingegneria si può facilmente raggiungere il sito del corso http://dma.ing.uniroma1.it/users/ls_sas/indexSPA.html dove gli studenti possono estrarre materiale didattico con molti contenuti di SE. Gli studenti del corso di costruzioni spaziali hanno svolto esercitazioni di system engineering nella facility presente presso il Dip. di Ingegneria Aerospaziale e Astronautica.In realtà lo sforzo della Sapienza in questa direzione si è sviluppato da anni nel corso di Master in Satelliti www.mastersatelliti.it.
Questi sforzi sono altri elementi, oltre alla partecipazione ad ESMO, senz'altro un passo di grande importanza per i nostri studenti, di uno sviluppo della cultura del SE nei nostri corsi.La Sapienza ha poi ospitato quest'anno ad ottobre il terzo workshop internazionale dell'esa sul system and concurrent engineering SECESA 08, convegno che ha avuto una notevole risonanza.In altri termini ci stiamo muovendo piuttosto decisamente in questa direzione per favorire le opportunità di crescita dei nostri studenti in questa importante dimensione culturale e tecnica della loro professione.

Paolo Gaudenzi
professore di costruzioni spaziali e direttore del master in satelliti della Sapienza

sabato 6 dicembre 2008

"Systems Engineering" all'Università La Sapienza

Salve a tutti,sono un ex-studente di Ingegneria delle Telecomunicazioni, ora impegnato nel settore Difesa (Selex Sistemi Integrati), che vorrebbe raccontare qualcosa della sua esperienza universitaria di Systems Enginnering (SE). Infatti ho avuto la fortuna di partecipare al progetto della missione spaziale ESMO (European Student Moon Orbiter), attualmente in Fase B, condotta dall''Agenzia Spaziale Europea che coinvolge studenti (bachelor, master e PhD) provenienti da tutta Europa e Canada (ogni università ha in carico uno o più sottosistemi). Io ho avuto l'ulteriore fortuna di essere selezionato come Ground Segment System Engineer nel team internazionale di System Engineering e di partecipare a 5 Workshops di una settimana ad ESTEC in Olanda e 1 Workshop di un giorno ad ESOC in Germania. Mi sono dedicato a questa attività per 2 anni, occupandomi di principalmente di System Requirements, Subsystem Requirements, System Design (anche con la Concurrent Design Facility), Interface Control Documents, il tutto naturalmente seguendo gli standard ECSS.Per uno studente approcciare i metodi del SE può essere ostico all'inizio, perchè si è abituati molto spesso a studiare a livello di sottosistema e non si ha una visione globale di come i sottosistemi si interfacciano e compongono un sistema complesso come un satellite o un sistema radar. Inoltre manca quasi del tutto l'approccio basato sui requisiti , la mentalità di analizzare un sistema complesso nel suo insieme e definire "cosa" deve fare (approccio basato su requisiti) prima di definire "come" deve essere fatto (approccio usuale universitario).L'esperienza che ho vissuto ha cambiato il mio modo di essere ingegnere, rendendomi capace di approcciare progetti in campi di ingegneria anche non affini al mio, e questo grazie alle metodologie di SE: in un certo senso mi sento privilegiato per tutto quello che ho potuto imparare da questa esperienza e sono contento che ora altri studenti stanno lavorando e imparando al posto mio. Penso che corsi di SE dovrebbero essere inseriti nei piani di studio delle lauree magistrali in Ingegneria, magari favorendo ancora di più lo scambio tra università e aziende, o avvalendosi del supporto di associazioni come INCOSE, perchè è evidente che queste metodologie devono far parte del bagaglio tecnico di un moderno ingegnere.Spero di continuare la mia crescita a livello di Systems Engineering non solo nel lavoro di tutti i giorni ma anche grazie alle possibilità offerte da INCOSE.
Saluti a tutti,
Roberto Dell'Ariccia

martedì 2 dicembre 2008

Programma INCOSE di certificazione professionale

Durante la riunione informale del capitolo italiano svoltasi il 6 novembre scorso in Telespazio, il nostro collega Claudio Pessa, commentando la presentazione del prof. Valerdi sul programma di certificazione professionale promosso da INCOSE, ci prospettò la possibilità di sostenerne gli esami di abilitazione anche in Italia.
Ricardo Valerdi ha chiesto informazioni e mi ha inviato la email che segue:

Marco,
I looked into your question about the possibilities for INCOSE Certification examination for Italian members of INCOSE and found out that indeed the exam can be taken in Italy (no need to fly to London) at any Prometric location.

See:
http://www.incose.org/educationcareers/certification/csepfaq.aspx#examination

According to the Prometric website, there are two test locations in Italy:

MILAN, ITALY Phone: 39 02 26265245 Site Code: 8169
VIA ANGELO VILLA 6 SESTO SAN GIOVANNI MILAN 20099

ROME, ITALY Phone: +390645476219 Site Code: 8128
Atrak S.r.l. Via Paolo Di Dono, 73 Rome 00142

Please pass this information along to the Italian INCOSE chapter or feel free to post it on the Chapter Blog.
I have copied Dave Walden, the certification PM in case you have any more questions.

-Ricardo
Ottime notizie dunque. Chiunque fosse interessato, può trovare maggiori informazioni sul sito internazionale di INCOSE.

Risultati del sondaggio sugli "architectural frameworks"

Con la cautela sempre d'obbligo quando si ha a che fare con risultati statistici basati su un campione molto ristretto (ma tuttavia qualificato), azzardiamo tuttavia qualche commento.

Sembrerebbe che meno di un quarto della comunità sistemistica utilizzi o abbia utilizzato gli "architectural framework" nell'ambito di progetti aziendali. La restante parte (tre quarti), pur conoscendone per lo più l'esistenza, non ha mai avuto occasione di utilizzarli.

Questo risultato certo non ci scandalizza, ma, associato a quello del precedente sondaggio sulla gestione dei requisiti, ci conferma sulla necessità di uno sforzo incisivo ed urgente per diffondere la cultura sistemistica nelle nostre aziende ed organizzazioni.

INCOSE Italia esiste proprio per questo!

lunedì 24 novembre 2008

Eletto il primo "board" del capitolo italiano

Si sono concluse le votazioni del primo "board" del capitolo italiano di INCOSE, con i seguenti risultati:
  1. Francesco CIAMBRA (voti 15): Presidente
  2. Carlo LEARDI (voti 14): vice-Presidente (e presidente del prossimo "board")
  3. Raffaele FIENGO (voti 11)
  4. Andrea FRANCO (voti 10)

Il presidente neo-eletto provvederà a riunire (anche virtualmente) il "board" per assegnare gli incarichi di tesoriere e segretario.

Al neonominato segretario saranno fornite tutte le evidenze dei voti elettronici espressi affinchè venga stilato un verbale delle avvenute elezioni. Gli verranno altresì fornite tutte le dichiarazioni di accettazione dello Statuto finora pervenute. Il verbale delle elezioni e la relazione sull'accettazione dello Statuto saranno poi inviate al Board internazionale per la ratifica formale di formazione definitiva del capitolo italiano.

Esprimiamo al nuovo presidente ed agli altri membri del "board" le nostre congratulazioni ed i migliori auguri di buon lavoro.

venerdì 14 novembre 2008

Aperte fino alle 24:00 di venerdì 21 novembre le elezioni del primo "Board" di INCOSE Italia

Sono aperte le votazioni per l'elezione dei quattro membri del primo "Board" del capitolo italiano di INCOSE.

I sei colleghi che hanno presentato la loro candidatura sono:
- ARRICHIELLO Vincenzo, responsabile delle metodologie SoS/SA in
Selex-SI;
- CIAMBRA Francesco, responsabile del gruppo di definizione dei
modelli funzionali e delle metodologie di
progetto ed integrazione di sistemi navali
avanzati in Selex-SI;
- FIENGO Raffaele, "District Sales Manager" in National Instruments
Italy;
- FRANCO Andrea, "Solution Architect" in EricssonTelecomunicazioni
S.p.A.;
- LEARDI Carlo, "Test Competence Coordinator" in Tetrapak;
- SCALVENZI Massimo, responsabile Miglioramento Processi e
Sviluppo Know-How, Alenia Aeronautica.

Le modalità per la votazione sono state comunicate via email a tutti i membri iscritti.

giovedì 13 novembre 2008

Il prof. Paolo Gaudenzi dell'Università di Roma "La Sapienza" membro di INCOSE Italia


Accogliamo con molto piacere nel capitolo italiano di INCOSE il prof. Paolo Gaudenzi, ordinario di Costruzioni e Strutture Aerospaziali presso l'Università di Roma "La Sapienza" (Dipartimento di ingegneria aerospaziale ed astronautica) e direttore del Master in Satelliti e Piattaforme orbitanti (http://www.mastersatelliti.it).

Il prof. Gaudenzi ha recentemente organizzato il terzo "workshop" internazionale su "System & Concurrent Engineering for Space Applications", che si è svolto a Roma nel mese di ottobre.

giovedì 30 ottobre 2008

Sondaggio online sugli "architectural frameworks"

Mancano nove giorni al termine del sondaggio. Nove "visitatori" del sito hanno già votato. Sei sicuro di non voler dire la tua? ML

venerdì 24 ottobre 2008

Due raccomandazioni...

Mi permetto di farvi due raccomandazioni:
  1. molti fra gli iscritti ad INCOSE non hanno ancora espresso la loro accettazione dello Statuto (disponibile in Archivio); a suo tempo avevo anche sollecitato candidature per il Board del Capitolo italiano, onde poter svolgere le elezioni previste dallo Statuto stesso. Vi chiedo cortesemente di farvi avanti al più presto;
  2. dopo il successo del sondaggio online sul "requirements management", ne ho pubblicato uno sugli "architectural frameworks". I primi risultati sono molto interessanti (potrei anche dire allarmanti); tuttavia, proprio per sfruttare al meglio questi strumenti "demoscopici", vi invito tutti ad esprimere il vostro voto.

Un'ultima informazione: nel pomeriggio del giorno 6 novembre, a valle del seminario "Systems Engineering Day", i membri INCOSE potranno trattenersi per una riunione informale del capitolo italiano e per conoscere di persona Ricardo Valerdi, rappresentante di INCOSE International. ML

mercoledì 22 ottobre 2008

lunedì 20 ottobre 2008

Seminario presso il Dipartimento di Ingegneria Elettronica dell'Università degli Studi di Roma "Tor Vergata"

Presso la Facoltà di Ingegneria, nell’ambito del corso di “Telecomunicazioni Satellitari” il giorno 5/11/08 alle ore 11,30 in aula 6 (Viale del politecnico, 1, 00133 Roma) l’Ing. Marco Lisi (Telespazio) terrà un seminario su:
“Il ruolo dei satelliti nella realizzazione di sistemi
network-centrici e di infrastrutture ICT”
Sommario:
La nostra società e la sua economia, sempre più basata sulla conoscenza e sulla fornitura di servizi ad alto valore aggiunto, hanno bisogno di sistemi “network-centrici”, cioè di sistemi o “sistemi di sistemi” capaci di scambiare dati ad alta velocità e senza problemi d’interfaccia, fornendo informazioni utili dopo un processo di elaborazione dei dati stessi (“Data Fusion”).
I satelliti possono svolgere un ruolo centrale in questo scenario, in quanto sensori in grado di osservare la terra dallo spazio, come componenti di un architettura globale per le telecomunicazioni e come elementi di un sistema globale per la localizzazione e la diffusione di standard di tempo (e.g. GPS, Galileo).
È tuttavia necessario un drastico cambio di mentalità: i sistemi spaziali del futuro dovranno essere più orientati alla fornitura integrata di servizi che ad una tecnologia spaziale fine a se stessa.
LA PARTECIPAZIONE AL SEMINARIO È LIBERA MA OCCORRE ISCRIVERSI SUL SITO WWW.TLCSAT.UNIROMA2.IT

Standard ECSS


Ricevo questa interessante segnalazione dal nostro collega Dario Rapisardi:



Penso che sarebbe utile ed interessante segnalare sul "blog incose italia" il sito sugli standard ESA ECSS http://www.ecss.nl/ e in particolare segnalare all'interno del blog che è in corso la ristrutturazione di tali norme (in parte già rilasciate); tra gli obiettivi di tale ristrutturazione c'è anche quello di separare chiaramente la parte di standard da quella di handbook (ECSS Handbooks and Technical memoranda)
All'interno dello standard vorrei evidenziare in particolare la parte relativa al systems engineering (sezione E-10 dello standard).


giovedì 9 ottobre 2008

Invitation to training @ Selex Sistemi Integrati: Software Engineering with LabVIEW

Ricevo da Raffaele Fiengo la segnalazione di questo interessante corso sul software engineering. Purtroppo, per ragioni di sicurezza, la partecipazione è ristretta ai dipendenti di aziende Finmeccanica. ML

For many years, National Instruments LabVIEW software has been known as an easy-to-use development tool for building data acquisition and instrument control systems quickly. The NI LabVIEW graphical programming language, with its integrated graphical user interface, is especially suited for quickly prototyping systems. However, in some ways the simplicity and speed of developing a system with LabVIEW has hidden the fact that LabVIEW is a complete programming language, suitable for handling large, complex applications.
Programmers creating mission-critical applications – embedded control applications, industrial monitoring applications, and high-performance test systems – cannot afford to introduce errors or uncertainty into their systems. For these kinds of applications, engineers must follow a very structured, and sometimes externally certified, programming process to ensure code quality and repeatability.
"Software Engineering with LabVIEW" will give you software engineering practices and tools for large application development in LabVIEW.

Agenda
Project Explorer and Configuration Management (LabVIEW Hands-On)
Requirements (NI Requirements Gateway Hands-On)
Application Architecture
Development Practices
Testing & Validation
Deployment
What’s new in LabVIEW 8.6

Tuesday, October 14th Selex Sistemi Integrati (Sala conferenze)- Via Fusaro, Bacoli (NA)

10.30-12.30
"Software Engineering with LabVIEW" – Part 1
12.30-13.30
Lunch
13.30-15.30
"Software Engineering with LabVIEW" – Part 2
All training attendees will receive a participation certificate.To register to the training class, please send an e-mail with your personal information (first name, last name, company, address, e-mail and phone) to ni.italy@ni.com.Registration is available for personnel of Finmeccanica Group Companies only.

lunedì 29 settembre 2008

Un interessante aggiornamento dal Prof. Ricardo Valerdi, INCOSE Treasurer

Hello INCOSE Italia!
I just returned from the 2nd Asia-Pacific Conference on Systems Engineering (APCOSE) held at Keio University in Yokohama, Japan. The theme of this conference was “Systems Engineering: Wisdom for Global Harmony.” http://www.incose.org/japan/apcose2008/index.html
There were many excellent papers presented at the conference and I wanted to share with you the final program and list of abstracts in case you were interested in reading the papers. In the final program, you can find the summaries of the keynote presentations by companies like Toyota, Mitsubishi, and the Japan Agency for Marine-Earth Science and Technology. The list of papers in on pages 12-14. I am also attaching the abstracts of these papers in case you would like more detail. If you are interested in the full paper I would be happy to provide it if you send me an e-mail.

The Japanese chapter of INCOSE is very strong and there are other countries in Asia with very active participation such as South Korea, China, Taiwan, and Singapore. In June 2009, Singapore will host the next INCOSE International Symposium with the theme “East Meets West: The Human Dimension to Systems Engineering”. http://www.incose.org/symp2009/

I hope these resources are helpful as your chapter builds momentum.

Ciao.

Ricardo Valerdi, Ph.D.
Massachusetts Institute of Technology
Cambridge, MA U.S.A.
INCOSE Treasurer

domenica 21 settembre 2008

Risultati del sondaggio sulla gestione dei requisiti

Un primo commento a caldo sul nostro primo sondaggio "online", dedicato ai "tool software" per la gestione dei requisiti. Con tutta la cautela necessaria quando si analizzano dati statistici (ricordiamo i polli di Trilussa) e tenendo conto del numero relativamente esiguo di risposte ricevute, si possono tuttavia fare alcune interessanti considerazioni.
Come prevedibile, DOORS e Requisite Pro, rispettivamente Telelogic/IBM ed IBM, si dividono la maggior parte dell'utenza, con un 52% complessivo (DOORS è in realtà in leggero vantaggio, con il 29% rispetto al 23% di Requisite Pro).
Esiste poi un 17% degli utenti che utilizza tool diversi dai due in "pole position": sarà interessante investigare con più attenzione su ciò che bolle in pentola al momento.
Ma il risultato più interessante (e preoccupante) è che quasi un terzo delle aziende rappresentate (attenzione: si tratta peraltro di aziende che annoverano tra i loro collaboratori degli esperti di "systems engineering", membri di INCOSE) non fa apparentemente uso di alcun "tool software" per definire e gestire i requisiti.
Se è vero che i tool di per sè non sono indicazione di maturità, a meno che non siano l'incarnazione di una specifica metodologia e non si inseriscano in un processo strutturato, è altrettanto vero che, particolarmente nel campo della gestione dei requisiti, il mancato utilizzo di strumenti informatici è spesso indizio di una deficienza grave nell'approccio complessivo al "systems engineering".
Il dibattito è aperto; particolarmente graditi i commenti delle aziende fornitrici, grandi e piccole.

venerdì 5 settembre 2008

What is new about Systems Engineering in Tetrapak


(by Carlo Leardi)

Tetra Pak defines itself as a "Full systems supplier", meaning we supply complex systems like as complete integrated processing, packaging and distribution lines, and stand-alone equipment for the liquid food market.



Simulation, Verification and Validation areas of SE have been historically focused by some of the stakeholders during the overall system life-cycle.
A couple of years of efforts enhanced and diffused the culture of Requirements management and Robust design within the overall company.
The actual challenge is to transform a full set of tailored Systems Engineering procedures, driven by a centralized organization, into the de-centralized day-to-day practice that avoid to deploy mistakes on the market. It could be rephrased by performing the mean and lean set of correlated activities in order to achieve the required level of confidence on a: safe, reliable, profitable and sustainable packaging solution for the: diary industry, to the retailers and to the consumer".
This means working of the: organization, the processes, the methodologies, the tools but more than all working on the knowledge and the application of the system engineer.
Incose has been a reference and a source of good thinking and contacts for some of us since 2002.

A risk management session at the recent Incose 2008 in Utrecht

The creation of the Italian chapter is highly relevant for our development site in Modena: exchange of info, continuous learning, and transfer of experience from different fields, from industry, research centers and academic environments.

L’Ingegneria dei Sistemi in TetraPak

TetraPak si presenta come “Full Systems supplier”, con la specifica di fornitore di sistemi, complessi, ed integrati per: il trattamento, l’imballaggio, la distribuzione e singoli macchinari nel mercato dei liquidi alimentari.
Le aree di systems engineering: simulazione, verifica e validazione sono da molti anni al centro dell’attenzione e della passione di alcuni di noi per l’intero ciclo di vita del sistema.
Negli ultimi due anni ci siamo focalizzati sulla gestione dei requisiti e sulla progettazione robusta.
La sfida odierna e’ di diffondere in tutta l’azienda e calare nella quotidiana realta’ di sviluppo del sistema le procedure di Ingegneria dei Sistemi personalizzate e gestite da una organizzazione centralizzata.
L’obiettivo e’ quello di evitare l’immissione sul mercato di prodotti realizzati in modo inappropriato o che non rispondono alle richieste di un mercato in continua e rapida evoluzione quale quello delle aziende di confezionamento, dei distributori e con una attenzione speciale per il consumatore finale.
Tutto questo significa lavorare sui: processi, metodologie, strumenti ma sopratutto sulle persone che le debbono: assimilare, far proprie e far fruttare nella attivita’ quotidiana.
Sin dal 2002 siamo presenti in Incose ed abbiamo trovato: conoscenza, ottimi contatti, ascolto disinteressato e fonte di ispirazione per questa continua maturazione personale e collettiva.Vediamo la nascita di questo capitolo italiano come una occasione preziosa ed informata, come le persone che lo costituiscono, per i motivi sopra elencati e per almeno uno in piu’. La comunita’ dell’ingegneria dei sistemi italiana ha qualcosa da dire nel suo insieme e la figura dell’ingegnere dei sistemi merita una maggiore caratterizzazione e ruolo nella realta’ industriale e di ricerca del nostro paese.

sabato 30 agosto 2008

Il SE: Come cambia la vita di uno studente alle sue prime esperienze

Salve a tutti.
Con questo “articoletto” vorrei rispondere ad alcune delle domande che forse vi sarete posti riguardo l’influenza che può aver il System Engineering sulla vita quotidiana di uno studente o di una persona qualsiasi.
Nella mia breve o quasi nulla esperienza lavorativa di studente universitario è sempre più sentita la necessità di trovare un metodo per svolgere un compito secondo canoni che sono capaci di guidare uno sviluppatore al successo del progetto di cui è parte. Sarebbe un sogno possedere un libretto di istruzioni che ci spieghi come fare il nostro lavoro, ma purtroppo ciò non è possibile, è un sogno utopistico! Il livello di difficoltà cresce quando si è anche nelle condizioni di suddividere e coordinare i compiti nelle specifiche fasi dello sviluppo del progetto in questione.
L’esigenza di questo santo Graal si è sentita soprattutto quando, per portare a termine un esame, sono venuto a contatto con la progettazione in team: problematiche organizzative, concorrenza delle idee e spirito collaborativo da “cavernicoli”mi hanno colto alla sprovvista, specialmente quando mi sono visto assegnare l’etichetta di responsabile del team.
Ecco che mi sono imbattuto per la prima volta in un “Sistema”, seppure mal funzionante, ero parte integrante di esso.
La vera rivoluzione che cambiò le sorti del nostro team ci fu quando apposi la mia firma sul registro di un corso chiamato “Systems Engineering” tenuto dal ing. Marco Lisi nella mia Università dell’Aquila. L’approccio riguardante lo sviluppo del progetto cambiò radicalmente a partire dall’organizzazione delle risorse umane per finire alla strutturazione effettiva del progetto, le strategie tipiche del “Systems Engineering” mi hanno fornito un Pattern strategico per giungere al successo. I primi risultati non tardarono ad arrivare: nell’individuazione di un problema credo che sia poco enfatizzato il ruolo dell’ingegneria dei Requisiti. Forse il nostro momento di “Caos” iniziale era causato dalla poca chiarezza riguardante il “da dove partiamo? Che cosa dobbiamo fare?”, la forma nebulosa che il nostro progetto aveva sulla carta, in ambito di analisi, era estremamente dispersiva e molte volte ci trovavamo a dover ritornare su asserzioni considerate “basi portanti” del nostro progetto. Sotto consiglio del prof. Lisi abbiamo deciso di farci aiutare nella stesura del documento dei requisiti da un “tool” che forse molti di voi conosceranno, il Tiger Pro v1.13. Ricordo con ironia il primo giorno in cui decidemmo di utilizzare suddetto Tool, un nostro “teammate” era nel panico più totale a causa della sua totale ignoranza dell’Inglese, e sviluppare totalmente il documento dei requisiti in lingua madre, era un’impresa da Argonauta. Alla prima ingestione del documento ricordo come di circa 180 requisiti, almeno 175 erano evidenziati in rosso, a causa del pessimo Inglese e delle migliaia di requisiti multipli. Dopo 3 giorni di incessante lavoro sui requisiti, abbiamo finalmente completato la prima bozza. Questo è il motivo per il quale ho anche scritto un piccolo “HOW TO” in Italiano su come utilizzare il Tiger Pro, proprio per aiutare i miei colleghi a sviluppare i requisiti con la mia stessa tecnologia. L’utilizzo di altre tecnologie per la programmazione concorrente in team, quali SVN e CVS in ambito informatico, e di tool per l’organizzazione del ciclo di vita del progetto hanno reso ancor più avvincente l’analisi e la realizzazione dei vari “step” del ciclo realizzativo. La gestione dei requisiti e delle delle risorse umane ma soprattutto la determinazione del ciclo di vita del nostro software sono solo alcune della miriade di problematiche affrontate durante lo sviluppo del progetto, ma i suggerimenti del prof. Lisi e del SE sono stati la chiave per il successo del nostro lavoro.
A prescindere da questo breve racconto su come il SE abbia influito sullo sviluppo di un progetto universitario esso mi ha fatto anche notare una cosa nuova e interessante. Nel nostro secolo sono stato testimone della nuova rivoluzione tecnologica. Viviamo in un tempo dove la tecnologia cerca di sostituire sempre più il pensiero umano soprattutto in ambito lavorativo, in cui ho notato come l’approccio da progettista venga sempre più messo in ombra per lasciare spazio a tool “wysiwyg” che aiutano lo sviluppatore a realizzare un progetto senza un minimo Planning.
Sto quasi per laurearmi in Ingegneria Informatica e sviluppo software per passione, è proprio nella mia arte che sento la “contaminatio” del SE; non riesco a fare a meno di stilare un documento dei requisiti, l’UML e il SysML sono il mio pane quotidiano e solo ora sto avventurandomi nello studio degli Architectural Frameworks suggeriti da INCOSE. Ora guardo tutto da un punto di vista più sistemico, d'impatto non penso più al dettaglio, ma a come tanti organismi “Stand Alone” siano tutti parte di uno “Stand Alone Complex”, e cerco di cogliere le finezze che li collegano l'un l'altro, a partire da madre natura, per giungere ai moderni sistemi che tengono in piedi il Web.
Personalmente non so quanto il System Engineering sia radicato nella cultura della popolazione ingegneristica Italiana, ma credo che sia necessario fare del SE un percorso obbligato nella formazione di un Ingegnere.
Pace Giovanni
Pubblico con particolare piacere il contributo di Giovanni (il nostro primo "student member"). A parte gli immeritati complimenti che mi fa (e che gli guadagneranno al massimo un caffè pagato), la sua testimonianza dimostra profondità, maturità professionale, intraprendenza e creatività (oltre che una non comune cultura di base). Tutto ciò mi fa essere ottimistico rispetto al futuro dell'università e dell'ingegneria in Italia. E consiglio a tutti i colleghi di tenere d'occhio Giovanni Pace: non si è ancora laureato, ma credo che sentiremo ancora parlare di lui. E non facciamolo "scappare" all'estero, se possibile! ML

giovedì 21 agosto 2008

Synergy Forum "Aircraft meets Automotive"

Si segnala il seguente seminario (a pagamento):

Synergy Forum

"Aircraft meets Automotive"

Systems Architectures

29-30 Settembre 2008, InterContinental Hamburg, Germany

Per maggiori informazioni, visitare il sito:

giovedì 7 agosto 2008

Rilasciata la versione 2008 dello standard ISO/IEC 15288 sui "System Life Cycle Processes"

ISO/IEC 15288:2008 establishes a common framework for describing the life cycle of systems created by humans. It defines a set of processes and associated terminology. These processes can be applied at any level in the hierarchy of a system's structure. Selected sets of these processes can be applied throughout the life cycle for managing and performing the stages of a system's life cycle. This is accomplished through the involvement of all interested parties, with the ultimate goal of achieving customer satisfaction.
ISO/IEC 15288:2008 also provides processes that support the definition, control and improvement of the life cycle processes used within an organization or a project. Organizations and projects can use these life cycle processes when acquiring and supplying systems.
ISO/IEC 15288:2008 concerns those systems that are man-made and may be configured with one or more of the following: hardware, software, data, humans, processes (e.g., processes for providing service to users), procedures (e.g., operator instructions), facilities, materials and naturally occurring entities. When a system element is software, the software life cycle processes documented in ISO/IEC 12207:2008 may be used to implement that system element.
ISO/IEC 15288:2008 and ISO/IEC 12207:2008 are harmonized for concurrent use on a single project or in a single organization.

Cecilia Haskins ci mette gentilmente a disposizione la sua recente tesi dottorale

Thank you to my many friends who have expressed an interest in reading my thesis entitled "Systems Engineering analyzed, synthesized, and applied to sustainable industrial park development"
It is possible to download the entire dissertation from this online location:



Ciao, Cecilia

Alcune considerazioni sulla figura professionale del "systems engineer" in Italia

Cari colleghi,
questo secondo intervento è in un certo senso la continuazione del mio precedente. Vorrei prendere spunto, infatti, dalle motivazioni che mi hanno spinto a pubblicare il mio sito per concludere con un'esortazione per INCOSE Italia.
In questi ultimi cinque mesi, a causa di travagliati eventi lavorativi, ho dovuto mettermi alla ricerca di un nuovo posto di lavoro rispondente al profilo di system engineer, in continuitá con questo ruolo che esercito ormai da 13 anni.
É in questa circostanza che, in seguito allo screening quotidiano di inserzioni, ho potuto constatare come il nostro profilo professionale sembra sia quasi sconosciuto: l'80% dei job posting italiani, infatti, cercano 'sistemisti' con l'intenzione di riferirsi in realtá a personale per l'installazione, configurazione e manutenzione di infrastrutture informatiche; in molti altri casi, seppure le mansioni affidate al candidato siano ascrivibili ad un system engineer, lo slogan dell'inserzione é comunque fuorviante; infine ho notato che le scarse inserzioni in cui siano ricercate espressamente figure di system engineers provengono da grandi e importanti aziende, laddove cioè una struttura articolata e anche una maturitá dell'organizzazione hanno reso necessaria la crescita di un tale profilo professionale, cosí generico ma allo stesso tempo specialistico. Come se in altre realtá aziendali piú piccole (considerando per di piú che l'Italia si regge sulle piccole e medie imprese) un simile ruolo e le funzioni ad esso attribuite non siano (ri)conosciute.
Questa convinzione mi ha spinto, pertanto, a realizzare un sito in cui descrivere e valorizzare la mia professione ed auspico che grazie ad INCOSE Italia si accresca la conoscenza sul ruolo ed il contributo apportato dal system engineer, magari proponendo e organizzando presentazioni per cosí dire 'entry level' accanto anche ad eventi che diano spazio a maggiori approfondimenti.
Dopo aver letto lo statuto distribuito recentemente, credo che queste mie aspettative sulla nascente INCOSE Italia siano ben riposte.
Mi fermo qui per brevitá ma ogni vostro commento è benvenuto!
Saluti...vacanzieri, Andrea Franco

(Quanto il collega Andrea Franco ci descrive è vero, anche se grandi realtà industriali, dalla Finmeccanica alla Tetrapack, riconoscono una sempre maggiore importanza al ruolo del "systems engineering". Associazioni come INCOSE hanno proprio il compito di definire e far sempre meglio conoscere la figura professionale del "systems engineer". ML)

martedì 5 agosto 2008

Importanti novità: il Board di INCOSE ha approvato lo Statuto del Capitolo italiano

Cecilia Haskins ha ufficialmente comunicato che lo Statuto ("Bylaws") del Capitolo italiano di INCOSE è stato approvato dal Board internazionale dell'organizzazione.

Affinchè INCOSE Italia sia ufficialmente riconosciuto come "chapter" nazionale si richiedono due ultimi passaggi:
  1. la presa visione del testo dello Statuto da parte di tutti i membri e la sua accettazione (anche via email);

  2. l'elezione del primo consiglio direttivo.

Lo Statuto è stato elaborato sulla base del testo contenuto nelle "Guidelines" INCOSE, con qualche adattamento alla situazione italiana, in particolare per quanto riguarda gli aspetti legali ed amministrativi. Il testo è scaricabile dalla sezione "Archivio" di questo blog e sarà comunque inviato a tutti i membri.

Per quanto riguarda le elezioni, le posizioni minime da ricoprire sono quelle descritte nello Statuto, ma ne possono essere aggiunte altre con responsabilità specifiche (ad esempio: "Rapporti con università ed istituti di ricerca"). In attesa di definire le modalità delle elezioni (probabilmente saranno effettuate via email), tutti i membri interessati sono invitati a presentare le loro candidature, inviando una email (con un breve CV allegato) all'indirizzo incoseitalia@gmail.com.

mercoledì 30 luglio 2008

Master in "Space and Communications Systems" - 2008-2009


L’Università degli Studi di L’Aquila, in collaborazione con l’Università di Chieti-Pescara, con l’Università di Teramo e Telespazio SpA del Gruppo Finmeccanica, ha istituito per l’anno accademico 2007-2008 la terza edizione del Master di II livello:

SPACE AND COMMUNICATIONS SYSTEMS

Il programma del Master include un corso di due settimane d'introduzione al "Systems Engineering".
Maggiori informazioni e domande d'iscrizione al sito: http://master.ing.univaq.it/, entro il 25 agosto 2008.

INCOSE Insight di luglio presenta il "Chapter" italiano

Grazie a Cecilia Haskins (che ha recentemente concluso con successo il suo Ph. D. in Systems Engineering), il numero di luglio di INCOSE Insight (scaricabile dai membri dal sito INCOSE) pubblica un'introduzione al nostro "Chapter".

giovedì 24 luglio 2008

Una foto ed un articolo da Sergio Vicari


Buonasera

invio (allegata) una mia foto sperando che anche gli altri membri di INCOSE Italia inviino la loro in modo da poterli riconoscere subito al primo incontro.
La foto inviata mostra anche il Cockpit Simulator facente parte di un complesso Centro Sperimentale realizzato dall'azienda in cui lavoro Selex-SI, nell'ambito del programma europeo MFF (Mediterranean Free Flight).
Saluti a tutti.

Sergio Vicàri


(Sergio ci ha anche inviato un articolo ("Orizzonti del Systems Engineering"), scaricabile dall'Archivio)

venerdì 18 luglio 2008

SECESA 2008


3rd International Workshop on System & Concurrent Engineering for Space Applications
SECESA 2008
15-16-17 October 2008Università degli Studi di Roma ‘La Sapienza’Roma, Italy

Per la registrazione online, maggiori informazioni ed invio di "abstracts", visitare il sito www.congrex.nl/08C34 .

Nuovi documenti in archivio

Sono disponibili nell'Archivio le presentazioni del prof. Frank Hull relative al seminario dell'11 luglio scorso.

venerdì 11 luglio 2008

Facciamo conoscenza...

Ciao,
credo che entrando a far parte della comunità sia utile innanzitutto conoscerci.

A tal fine se volete sapere qualcosa su di me in funzione della disciplina di system engineering potete iniziare a girare sul mio sito (sono poche pagine, non vi spaventate!)
http://www.webalice.it/andreafranco.adsl

Durante la mia vita professionale ho elaborato e tenuto diverse presentazioni, specie in merito al Requirement Engineering: metto volentieri a disposizione questo materiale come base per future discussioni in cui poter condividere le nostre rispettive esperienze.

Riprendendo il messaggio lanciato al seminario di "Concurrent Engineering", credo che la "contaminazione" tramite il confronto con chi ha vissuto in altre realtà aziendali sia per me un fattore di sicura crescita umana e professionale.

Andrea Franco (andreafranco.adsl@alice.it)

martedì 1 luglio 2008

Seminario su "High Performance Collaborative Systems"



INCOSE Italia, insieme alla comunità IED2 dell'iniziativa Mindshare di Finmeccanica ed alla AFCEA di Roma, hanno organizzato per l'11 luglio, dalle ore 10.00 alle ore 13:00, presso l'Aula Magna della Telespazio di Roma (via Tiburtina 965), un seminario sul tema:
"High Performance Collaborative Systems"
tenuto dal prof. Frank Hull.
Per iscriversi, inviare una e-mail alla signora Nadia Berdini (nadia.berdini@telespazio.com), (copia a e.amici@c-s-m.it e pierpaolo.gambini@finmeccanica.com), entro lunedì 7 luglio.